Fisac Graffiti   di Alessio Atrei
FisacSostiene
di Alessandro Lami - Si è conclusa in data 3 febbraio 2017 una lunga e difficile trattativa tra le OO.SS. e la società “Fruendo s.r.l.”, trattativa relativa alla contrattazione di secondo…  Leggi tutto
EDITORIALE
Le intese del Piano di Trasformazione Unicredit
a cura della Fisac Cgil Toscana www.fisac-cgil.it/toscana
Sviluppo Toscana SpA: accordo di II° livello per i tempi determinati
Qui tutti i numeri di fisac sostiene
di Chiara Rossi - L'82% dei lavoratori bancari vivono con ansia il mancato raggiungimento del budget, l' 84% dichiara di provare disagio nel consigliare alla clientela un prodotto per il solo fatto di essere inserito nel proprio budget, il 64% ritiene che le richieste avanzate nelle vendite e/o consulenze siano in conflitto con ciò che ritiene moralmente giusto, il 63% dichiara di essere stato sollecitato dai propri superiori ad essere “elastico”nell'esecuzione dei propri compiti, il 28% dichiara di assumere o aver assunto in passato farmaci tranquillanti/sedativi/antidepressivi. Questi alcuni dei dati più preoccupanti... leggi tutto.
STRESS TEST SUI BANCARI
Lo scorso 8 febbraio, le RSA Fisac-CGIL e First-CISL hanno siglato un accordo, per la disciplina dei rapporti a termine, con Sviluppo Toscana SpA, agenzia di proprietà della Regione Toscana, che opera nella gestione, controllo e pagamento dei contributi regionali, nazionali ed europei, per imprese ed enti pubblici. Con un organico di 35 lavoratori a tempo indeterminato, fissato con legge regionale… Leggi tutto
Dentro i meccanismi dell'Unione
di Daniele Quiriconi  Queste settimane hanno costituito per la Fisac un'importante banco di prova per le sfide inedite che la categoria sarà chiamata a fronteggiare nei prossimi mesi. Gli accordi Intesa e Unicredit e il successivo protocollo sulle " pressioni commerciali" del giorno 8 Febbraio sottolineano l'affermazione di una linea in cui soprattutto la nostra sigla ha investito. Leggi tutto
di Paolo Cecchi - Il 30 gennaio scorso si è svolto a Firenze il convegno dal titolo “Italia, Europa, Euro – riflessioni su una stagione controversa” che ha visto un’ampia partecipazione di pubblico.  Gli invitati intervenuti, facenti riferimento al mondo universitario e sindacale, hanno espresso opinioni molto approfondite in materia, anche con l’utilizzo di dati e informazioni non sempre conosciuti al “cittadino medio”, facendo emergere una certa dialettica rispetto al concetto di unione monetaria e politica del nostro continente.  Leggi tutto
Settimane Importanti
Scienza Statistica e Azione Sindacale
Il primo CIA per Fruendo
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È appena uscita La Newsletter  Fisac Cgil Toscana  Numero 14 Febbraio 2017
di Alfonso Botta - Il 4 febbraio, dopo una intensa fase di trattative, si è concluso l’iter negoziale relativo al Piano di Trasformazione 2019-2019 deliberato dal CdA di Unicredit il 13 dicembre 2016. Si tratta di un accordo complesso in quanto oltre alle ricadute relative alla gestione delle 3900 eccedenze...  Leggi tutto
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Dentro i meccanismi dell’Unione di Paolo Cecchi Il 30 gennaio scorso si è svolto a Firenze il convegno dal titolo “Italia, Europa, Euro – riflessioni su una stagione controversa” che ha visto un’ampia partecipazione di pubblico. Gli invitati intervenuti, facenti riferimento al mondo universitario e sindacale, hanno espresso opinioni molto approfondite in materia, anche con l’utilizzo di dati e informazioni non sempre conosciuti al “cittadino medio”, facendo emergere una certa dialettica rispetto al concetto di unione monetaria e politica del nostro continente. L’obiettivo della Fisac, nell’organizzare l’iniziativa in discorso, prende origine dalla necessità di approfondire la questione europea, tema piuttosto complesso ma che influenza sempre più la vita dei cittadini nonché, ovviamente, l’attività sindacale quantomeno per le sue connotazioni economiche. Pertanto, l’intento del nostro sindacato è stato quello di fornire strumenti informativi per consentire di farsi un’idea più appropriata del concetto di Europa e di Euro. Il dibattito scaturito durante l’iniziativa, al di la delle diverse opinioni, ha comunque avuto un filo conduttore comune: una certa critica ad alcuni meccanismi di funzionamento dell’Unione nonché un ruolo ancora insufficiente della politica che, almeno potenzialmente, dovrebbe essere il vero motore di qualsiasi progetto ambizioso come, appunto, l’Unione Europea. Nella speranza di aver svolto un “buon servizio” informativo, si informa – con una certa soddisfazione – che ulteriori analoghe iniziative pubbliche verranno organizzate in altre regioni del nostro paese.
FisacSostiene
di Alessio Atrei
Settimane importanti di Daniele Quiriconi  Queste settimane hanno costituito per la Fisac un'importante banco di prova per le sfide inedite che la categoria sarà chiamata a fronteggiare nei prossimi mesi. Gli accordi Intesa e Unicredit e il successivo protocollo sulle " pressioni commerciali" del giorno 8 Febbraio sottolineano l'affermazione di una linea in cui soprattutto la nostra sigla ha investito. Quest'ultimo accordo in modo particolare, che abbiamo sostenuto anche attraverso la programmazione di una manifestazione pubblica di carattere unitario, può segnare l'inizio di un percorso che individui un nuovo modo di fare banca. Non ci facciamo illusioni, sappiamo che modelli di business incentrati su un parossistico profilo commerciale, non faranno venire meno, sulla base di un accordo generale di carattere nazionale, comportamenti inaccettabili sul fronte delle pressioni improprie, le minacce, lo stress dei lavoratori che, come abbiamo descritto all'iniziativa di Pisa del 6 e trovate descritto in altro articolo,hanno raggiunto livelli inaccettabili. Tuttavia, pur in un lavoro "in progress" é molto importante aver garantito a tutti ( non solo ai grandi gruppi con accordi già acquisiti) una soglia minima da cui partire dal punto di vista negoziale e dei rapporti di forza interni in qualche caso, drammaticamente sbilanciati. Dipenderà anche dalla nostra capacità, fare si che questo accordo viva nella pratica quotidiana, sui luoghi di lavoro, in un'organizzazione interna che superi l'attuale modello restituendo all'esterno, un'immagine del lavoratore bancario fuori dagli stereotipi e lo renda parte del più vasto mondo di un lavoro dipendente sempre più svalorizzato , agli occhi di tutta l'opinione pubblica che lo considera ancora un privilegiato. Lo stesso, per certi versi controverso accordo sui contratti a causa mista di Intesa, rappresenta un punto di equilibrio importante sul piano della garanzia soggettiva del lavoratore e dal punto di vista politico generale ( una CGIL che in linea con la Carta dei diritti) cerca di tenere insieme soglie minime di tutela garantendone anche a chi non ne ha. E il lavoro è appena agli inizi.
Sviluppo Toscana SpA: accordo di II° livello per i tempi determinati   RSA Fisac Cgil Sviluppo Toscana  Lo scorso 8 febbraio, le RSA Fisac-CGIL e First-CISL hanno siglato un accordo, per la disciplina dei rapporti a termine, con Sviluppo Toscana SpA, agenzia di proprietà della Regione Toscana, che opera nella gestione, controllo e pagamento dei contributi regionali, nazionali ed europei, per imprese ed enti pubblici. Con un organico di 35 lavoratori a tempo indeterminato, fissato con legge regionale, l'azienda, incaricata di svolgere attività sempre crescenti, anno dopo anno, ha incrementato l'utilizzo dei rapporti a termine, anche di breve durata; in tale contesto le OO.SS. hanno lavorato al fine di aumentare la durata massima complessiva dei contratti a tempo determinato, questo per limitare l'avvicendamento frequente ed offrire ai lavoratori una prospettiva temporale più ampia. Nel dettaglio l'accordo prevede che la somma dei contratti a termine per lo stesso lavoratore possa arrivare al massimo a 60 mesi; l'azienda poi si impegna ad offrire, ad inizio rapporto, termini non inferiori a 6 mesi; inoltre i rinnovi non comporteranno la necessità di intervalli temporali; infine, in un ottica sperimentale, legata alla specifica situazione di Sviluppo Toscana, il numero dei lavoratori assunti con contratto a termine sarà al massimo il 60 % dell'organico a tempo indeterminato. Entro un anno dalla firma, le parti si ritroveranno per fare il punto sull'applicazione dell'accordo e verificare la necessità di eventuali modifiche ed integrazioni.
Il primo CIA per Fruendo di Alessandro Lami  Si è conclusa in data 3 febbraio 2017 una lunga e difficile trattativa tra le OO.SS. e la società “Fruendo s.r.l.”, trattativa relativa alla contrattazione di secondo livello. Fin dalla sua nascita la soc. Fruendo non ha avuto un CIA di riferimento, come invece espressamente previsto dall’art. 28 del CCNL del Credito, e tante materie sono rimaste non normate per 3 anni. Da oggi esiste un’ipotesi di accordo che le OO.SS. considerano più che buona, un’ipotesi di accordo che ha come primario obbiettivo quello di mettere sui binari della normalità un’azienda nata in condizioni difficilissime. Infatti il 60% dei dipendenti Fruendo è attualmente in causa contro MPS, la banca senese ha ceduto un supposto ramo d’azienda dando appunto vita alla nuova Società con un’operazione che, al vaglio della Magistratura, si è rivelata priva delle necessarie condizioni di legge, MPS è risultata parte soccombente in tutte le sedi nelle quali i dipendenti hanno fatto ricorso presso i giudici del lavoro (eccetto in un caso a Roma, già appellato dai colleghi interessati) e, addirittura, la Corte di Appello di Firenze si è pronunciata in secondo grado a favore dei lavoratori di Fruendo. Ciò non ha impedito alle OO.SS. di trovare un accordo con la Direzione per la definizione di un CIA che garantirà ai lavoratori, se approvato dalle assemblee, tutta una serie di garanzie. Si va dall’impegno dell’Azienda al mantenimento dei poli per i prossimi 3 anni (arco temporale che coincide, oltre che con la validità del CIA, anche con la durata del piano industriale), all’impegno a non effettuare esternalizzazioni nel medesimo periodo di tempo, all’ottenimento dell’impegno all’assunzione del figlio o del coniuge in caso di premorienza del dipendente, alla creazione di una serie di tavoli monotematici che tratteranno di Fondo di Solidarietà, Vap, ristrutturazione degli orari, percorsi professionali. La trattativa è stata lunga, circa un mese, e messa in seria difficoltà dalla trasformazione in atto nel Gruppo Bassilichi con l’acquisto del pacchetto azionario da parte di ICBPI. Fruendo resta fuori da questa operazione anche se il proprio capitale vede una notevole mutazione nelle percentuali in ragione dell’ingresso, appunto, di ICBPI, ma anche di MPS. Il 60% della Fruendo resterà in mano ad una NewCo partecipata anche dalla famiglia Bassilichi che resterà comunque polo di riferimento della Società. L’ipotesi di accordo contiene “qualcosa per tutti e non toglie nulla a nessuno”, dà la possibilità a chi lo vorrà di accedere al Fondo di Solidarietà, dà garanzie a chi resta a lavorare in questa Azienda, e lascia intatto doverosamente il diritto, a chi lo vuole, di proseguire la strada legale per ottenere il reintegro in MPS come stabilito dalla Magistratura. Le prime assemblee, sulle piazze di Siena, Roma e Padova, hanno decretato la bontà dell’accordo approvandolo con quasi il 75% di consensi, mancano ancora le consultazioni di Abbiategrasso, Firenze, Mantova e Lecce, ma la bontà dei contenuti ci lascia ragionevolmente ottimisti sul buon esito delle votazioni.
Stress Test sui Bancari    di Chiara Rossi L'82% dei lavoratori bancari vivono con ansia il mancato raggiungimento del budget, l' 84% dichiara di provare disagio nel consigliare alla clientela un prodotto per il solo fatto di essere inserito nel proprio budget, il 64% ritiene che le richieste avanzate nelle vendite e/o consulenze siano in conflitto con ciò che ritiene moralmente giusto, il 63% dichiara di essere stato sollecitato dai propri superiori ad essere “elastico”nell'esecuzione dei propri compiti, il 28% dichiara di assumere o aver assunto in passato farmaci tranquillanti/sedativi/antidepressivi. Questi alcuni dei dati più preoccupanti venuti fuori dall'indagine, commissionata dalla Fisac Cgil Toscana e Fisac di Pisa e condotta dall'Università la Sapienza di Roma, sullo stress lavoro correlato attraverso circa 400 questionari somministrati ai lavoratori e alle lavoratrici di banche nazionali e locali della provincia di Pisa. Il settore del credito è sempre stato considerato marginale per quanto riguarda il rischio salute e sicurezza ma le pesanti ristrutturazioni, le continue pressioni commerciali tese alla vendita di prodotti finanziari, la diminuita professionalità dei lavoratori ai quali sempre di più si chiede di fare i venditori anzichè i consulenti, hanno negli ultimi anni portato ad un peggioramento delle condizioni di lavoro dei bancari. La ricerca, presentata a Pisa il 6 febbraio scorso dal Prof.La Torre e dalla Dott.ssa Mannocci del dipartimento di sanità pubblica della Sapienza, dà evidenza scientifica a quanto il sindacato ormai da tempo denuncia riguardo le condizioni di vita e di salute dei lavoratori sempre più stressati a causa delle pesantissime pressioni commerciali. Evidenzia quanto le donne siano anche in questo caso i soggetti che subiscono maggiormente le conseguenze di un modello di business concentrato sulla vendita; è infatti per loro difficile raggiungere il livello di quadro e soffrono un maggior disagio testimoniato da un rischio doppio di assumere psicofarmaci. Emerge inoltre una differenza significativa nella distribuzione per età dei lavoratori nei ruoli (commerciali e non), ovvero gli anziani sono di fatto fuori dai processi produttivi a più alto margine. Tali dati evidenziano come un modello di business non fondato su politiche commerciali responsabili e sostenibili non solo impoverisce la professionalità dei lavoratori, peggiora la loro salute e mina l'elemento fondamentale su cui le aziende basano la propria sopravvivenza: la fiducia della clientela. Con questa ricerca dunque la scienza statistica ha dato un valore aggiunto all'azione sindacale, e un forte impulso alla positiva conclusione della trattativa tra sindacati e ABI che l'8 febbraio hanno firmato un importante protocollo sulle politiche commerciali i cui obiettivi sono positivi ma le cui prassi andranno verificate sul campo.
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Le intese del Piano di Trasformazione Unicredit    di Alfonso Botta Il 4 febbraio, dopo una intensa fase di trattative, si è concluso l’iter negoziale relativo al Piano di Trasformazione 2019-2019 deliberato dal CdA di Unicredit il 13 dicembre 2016. Si tratta di un accordo complesso in quanto oltre alle ricadute relative alla gestione delle 3900 eccedenze ha formalizzato intese su Premio di Produttività, Inquadramenti, Previdenza e due riforme relative al mondo welfare. La trattativa si è sviluppata in contesto aziendale particolarmente delicato. A luglio si è insediato il nuovo AD JeanPierre Mustier che ha avviato una fase di profonda revisione strategica che ha interessato tutti gli asset e le aree della banca. Sono state cedute, prima del Piano; le partecipazioni della banca polacca Bank Pekao, la società di investimenti Pioneer e il 30% di Fineco Bank. Dal 1 marzo entrerà in vigore la riorganizzazione della banca il cui aspetto principale è la semplificazione organizzativa e un significativo taglio di sportelli. Tutte queste operazioni hanno come obiettivo il rafforzamento dei requisiti e della struttura di capitale. In questi giorni è partito l’aumento di capitale, che si concluderà il 10 marzo, più consistente della storia del settore: 13 miliardi. Il bilancio del 2016 chiuderà con un perdita di 11,8 mld dovuta principalmente a rettifiche su crediti. Una trattativa dunque in un contesto particolarmente delicato nella quale l’attenzione del Sindacato è stata rivolta non solo alle uscite, per le quali si sono utilizzate le consuete modalità di accompagnamento alla pensione tramite il Fondo di sostegno, ma avendo riguardo alle condizioni di lavoro che le uscite di personale contribuiscono a determinare. Per questa ragione, e per la Fisac Cgil in particolare, si sono sviluppate alcuni obiettivi e priorità negoziali: nuova occupazione, inquadramenti, premio di produttività, miglioramenti del welfare aziendale. Veniamo ad una sintesi dei principali aspetti degli accordi. In tema occupazione c’è l’impegno, nell’arco del Piano, per l’ingresso di 1.300 neo assunti. A questi vanno aggiunti la stabilizzazione circa 600 contratti di apprendistato in essere. Le nuove assunzioni saranno indirizzate principalmente verso la Rete distributiva (gli sportelli), e terrà conto delle specificità geografiche (Mezzogiorno e zone disagiate). Le uscite saranno 3900 attuate principalmente utilizzando il Fondo di sostegno per una durata massima di 54 mesi. L’accesso al Fondo è volontario. Nella platea delle uscite sono previste anche altre fattispecie: riscatti laurea, donne optanti e personale con particolari requisiti di invalidità. E’ stato previsto la corresponsione di un Premio di Produttività con un criterio di opzione già sperimentato in passato. Pertano saranno corrisposti 800 euro in caso di destinazione dell’importo al conto welfare, 600 euro in casi di accredito in busta paga. Dopo sei anni di carenza è stato siglato un accordo sugli inquadramenti. Accordo di particolare importanza perché dà una prospettiva alle tante persone, in particolare giovani, che in assenza di normativa non avevano previsioni inquadramentali. Questo aveva prodotto un fenomeno di profonda distonia di livelli inquadramentali all’interno di ruoli omogenei. L’accordo inoltre realizza un vero e proprio archivio di attività (“zainetto professionale”) che sarà utilizzato in futuro per approdi inquadramentali in caso di cambio di ruolo. Altra sigmificativa acquisizione riguarda la Cassa Assistenza denominata Unica. L’azienda verserà un’erogazione straordinaria di 20 milioni di euro a beneficio delle prestazioni in favore dei dipendenti con il contributo attuale più basso. E’ proseguito con questo accordo il lungo percorso di concentrazione dei Fondi di Previdenza esistenti nelle ex banche. L’accordo infatti disciplina la confluenza delle sezioni dei Fondi a capitalizzazione individuale nella sezione II del Fondo di Gruppo. Viene garantito la contribuzione al 3% da parte aziendale aumentata al 4% per i neo assunti nei primi quattro anni. I risparmi di questa operazione sono stati utilizzati per la polizza di sostegno ai superstiti dei deceduti in servizi allargando le previsioni della polizza alla copertura di inabilità totale al lavoro a seguito di malattia. E’ stata istituita una Commissione bilaterale sull’Organizzazione del Lavoro che avrà il compito di monitorare lo stato di avanzamento del Piano Industriale sia nelle sue linee generali che nella realizzazione organizzativa. Sul complesso delle intese i Comitati Direttivi aziendali esprimeranno questa settimana una valutazione complessiva. Dopodiché verrà avviata una campagna di assemblee tra le lavoratrici e lavoratori.